Belice 50 anni dopo: “Ognuno ha bisogno del proprio simile”, il video-doc Anpas

Il 14 gennaio 1968 vengono avvertite alcune scosse di terremoto. Non si registrarono crolli ma le persone decisero dormire all’aperto. Nella notte del 15 gennaio, alle ore 3, una scossa di magnitudo 6.1 colpì la Valle del Belice, tra Agrigento e Trapani. Subirono danni gravissimi i comuni di Gibellina, Salaparuta, S. Ninfa, Montevago, Partanna, Poggioreale e Santa Margherita Belice che, all’epoca del terremoto, non erano classificati sismici
“Ognuno ha bisogno del proprio simile” è il racconto di Giuseppe Aceto, soccorritore e sopravvissuto al terremoto di Gibellina e presidente della pubblica assistenza Anpas Il soccorso di Trapani. È il racconto terremoto di Gibellina e di quel che resta

Il Belice cinquant’anni dopo il terremoto. I ricordi, le emozioni, le storie, gli episodi vissuti da Giuseppe Aceto, all’epoca Guardia di Pubblica di sicurezza, sopravvissuto alla scossa del 15 gennaio, diventato soccorritore e oggi presidente della pubblica assistenza Anpas Il soccorso di Trapani. “Ero arrivato nelle zone colpite dal terremoto inviato dal Questore, incaricato di foto-documentare l’accaduto, non si era ancora a conoscenza della reale situazione in merito a danni a persone o cose”. Da qui inizia l’avventura di Giuseppe e il suo sguardo su ciò che resta di Gibellina nel cretto di Burri (o cretto di Gibellina) realizzato da Alberto Burri tra il 1984 e il 1989 nel luogo in cui sorgeva la città vecchia di Gibellina, completamente distrutta dal terremoto del 1968. A Gibellina si aggiunge la vista di Poggioreale fino alla pubblica assistenza Il Soccorso di Trapani.

Ognuno ha bisono del proprio simile. Un documentario di Anpas
Durata: 10 minuti
Produzione: Anpas, in collaborazione con Anpas Sicilia e la pubblica assistenza Il Soccorso di Trapani.
Immagini: Andrea Cavazzuti
Assistente produzione: Miriam Colaleo

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