Diario da Belluno: “Così, a sentimento” – il racconto di Daniele

La mattina, quando mi avviavo verso la destinazione che ci hanno assegnato, alzando lo sguardo, potevo vedere come le splendide montagne bellunesi, con qualche spruzzata di neve, alternata ai giochi di colori dei pochi alberi rimasti in piedi, illuminati dal sole, facevano da sfondo ad uno scenario disastroso, completamente diverso da quello che era prima, ma entrambi naturali.

Arrivato nel Bellunese pensavo di trovare sgomento, rassegnazione e rabbia. Invece ho trovato delle persone sempre con il sorriso, sempre pronte a mettersi a disposizione nostra, per ogni nostra necessità, nonostante la situazione critica.

I pasti preparati dalla popolazione locale avevano i sapori e gli odori di quelle montagne, pasti che trasmettevano tutta quella generosità e gratitudine, anche in un momento di disperazione come quello attuale.

Porterò con me ogni singola di queste sensazioni. Sono partito da Firenze, con la colonna mobile Regione Toscana, per me la prima volta sul contingente Zero ovvero il primo contingente ad insediarsi. Sarei stato all’altezza di questo gruppo di ricognizione? Sarei stato all’altezza di quelle montagne? E di quelle persone?

Raccontare l’esperienza di un’emergenza non è mai semplice, perché sin dal momento della richiesta di disponibilità sul codice verde, fino ad arrivare ad operare sul campo, nella testa passano tanti di quei pensieri…

L’odore della legna tagliata dai motoseghesti, dell’aria umida che si respirava, il rumore delle motopompe, dei moduli lavaggio, dei capisquadra che impartivano i compiti, ci hanno dato la forza di andare avanti per cercare di fare qualcosa di buono.

Daniele Santabarbara, colonna mobile Anpas Toscana, Humanitas Scandicci

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