Cos’è la resilienza? Oggi la presentazione del progetto INDRIX

“La resilienza non è solo una componente culturale, ma dipende dalla percezione del rischio di ciascun individuo”

Si è svolto a Bruxelles, l’evento finale del progetto INDRIX (Inclusive Disaster Resilience Index) cofinanziato dall’Unione Europea. Dai dati e dalle risposte raccolte dai questionari sottoposti ai cittadini delle comunità di riferimento, è emerso che la resilienza è un fattore che si differenzia non solo per mezzo di una componente culturale, ma anche per la percezione che ciascun individuo ha su una determinata situazione di rischio. La componente esperienziale in questo studio è stata monitorata dando rilievo a indicatori quali: livello di istruzione, condizione di salute e di vita, tasso di disoccupazione, servizi ospedalieri, e così via.

Secondo Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas “Indrix è la fine di un inizio, una continuità rispetto a un approccio particolare di anpas rispetto alla protezione civile, non solo nell’emergenza, ma anche rispetto a chi sta più vicino alle comunità più fragili. Un percorso di condivisione con il resto d’Europa delle competenze acquisite nelle passate situazioni che, purtroppo, ci hanno visti coinvolti direttamente”.

Indrix: l'indice del progetto europeo

La metodologia di lavoro utilizzata durante i due anni di progetto si è caratterizzata da una prima analisi di una ampia letteratura che ha poi portato alla costruzione di una mappa semantica e di una versione beta dell’indice, composto da indicatori quantitativi e strutturato per dare voce alla percezione dei singoli cittadini, e infine una sua validazione in alcune comunità target (in Italia e in Lettonia), permettendo così di pervenire ad una versione finale dell’indice.

Questo lavoro ha condotto ad una mappatura puntuale del livello di resilienza delle comunità analizzate portando, infine, un tool interattivo on line: https://storage.googleapis.com/storage.ubidev.net/indrix/784389723/dev/index.html#/ 

Secondo Egidio Pelagatti, responsabile operativo protezione civile Anpas, intervenuto a Bruxelles “Abbiamo lavorato su un progetto che si è concentrato sull’importanza della resilienza nel sistema di protezione civile, sia locale che nazionale che europea. Un progetto come Indrix fa sì che ci si avvicini sempre di più a un sistema più efficace di prevenzione, di aiuto e di condivisione di problematiche nei vari territori. La bontà di questi progetti risiede anche nel il fatto che volontari, docenti ed esperti europei lavorino bene insieme e che lavorino su progetti di pace e anche questo è un ottimo risultato, anche solo per lo scambio, il dialogo e l’ospitalità: questa è una bella cosa perché ci avvicina sempre di più nell’Europa unita in un sistema unico di protezione civile”.

Indrix:la chiusura del progetto

 

Il progetto INDRIX

I cambiamenti demografici e sociali e l’incremento di disastri naturali legati ai fenomeni climatici ed ambientali hanno reso urgente concentrare l’attenzione sul tema della resilienza delle comunità. In questo contesto si inserisce il Progetto INDRIX il cui scopo è stato lo sviluppo di un codice di resilienza sociale, basato sull’analisi di un’ampia letteratura di dati statistici e con un particolare focus sull’inclusione di gruppi vulnerabili di persone, da mettere a beneficio di amministratori locali, ONG, cittadini stessi per preparare risposte adeguate in caso di emergenza e prevenire situazioni di pericolo. http://indrix.samaritan-international.eu/

Partner di progetto
Capofila: Università di Tor Vergata
Partner: ANPAS (IT), White Cross/Croce Bianca (IT), Samaritan International (BE), LSA (Lettonia), Ubilabs (DE). Le organizzazioni italiane, Auser e FISH, hanno contribuito al progetto grazie alla loro esperienza e competenza.

Indrix, un indice che punta alla prevenzione

Il progetto Indrix

La sfida di Indrix è di quelle belle, di quelle che possono riempirti degnamente una vita, di quelle che hanno un obiettivo impegnativo e strategico. Una di quelle che le associazioni di volontariato, spesso e volentieri, raccolgono e che non poteva non raccogliere Anpas che da qualche anno, in linea con la rinnovata visione del Dipartimento, sta orientando la sua attività di Protezione Civile anche verso i criteri e le buone pratiche da realizzare preventivamente: quelle che aiutano cittadini a difendersi meglio dalle catastrofi naturali, quelle che fanno realizzare, prima che si verifichino, procedure e/o presidi per poi minimizzare i loro effetti. Continua a leggere