Assicurazioni e dintorni

Visto che questo blog si chiama il Dialogo…allora dialoghiamo! Continuiamo a parlare di assicurazioni sui disastri, visto che Francesca ha aperto la discusssione. Senz’altro è un tema sentito e va analizzato con ponderazione. Si, perchè avviare un piano nazionale di assicurazione contro le calamità non è come assicurare la propria macchina. Ci sono fattori e processi ben molto più complessi di quanto si possa immaginare.

Innanzitutto dobbiamo considerare se istituire un programma nazionale gestito da un ente governativo oppure lasciare che siano le singole assicurazioni a 1) decidere i premi assicurativi 2) le tipologie di rischio per cui si è assicurati 3) il massimale che viene coperto.  Sulla copertura assicurativa va poi identificato come assicurare, massimale? Valore di mercato della casa?

Se si istituisce un ente governativo che scrive le politiche di gestione delle polizze assicurative si potrebbe avere un piano nazionale, con annesso anche un fondo, accumulato annualmente, che metta un tetto massimo per i premi assicurativi. Sfortunatamente di piani governativi per la gestione delle coperture assicurative non ce ne sono molti.

Nel 1968, il governo federale Americano istituì il National Flood Insurance Program NFIP, con lo scopo di sussidiare il costo delle polizze assicurative per proprietari di case che non potevano acquistarle dalle compagnie private. L’NFIP è in rosso di 24 miliardi di dollari (Hayat & Moore, 2015) e ha sempre fallito nel provvedere la necessaria copertura. Ci sono stati tanti, troppi cambiamenti al sistema. I premi assicurativi venivano calcolati in base alle Flood Insurance Rate Maps e alle Special Flood Hazard Areas. Le mappe servono a quantificare il livello di rischio e calcolare il relativo premio. Sfortunatamente, in alcune situazioni (vedi Uragano Sandy 2012) le mappe non erano aggiornate. La FEMA rilasciò le mappe aggiornate solo nel Dicembre 2012. Con le mappe aggiornate, il Governo Americano decise che l’NFIP doveva essere aggiornato. La Biggert-Waters Act stabiliva che le polizze assicurative dovessero incrementare il premio di un 25% annuo fino a riflettere il costo basato sul livello di rischio. Dopo l’Uragano Sandy migliaia di famiglie si sono trovate a pagare premi assicurativi che arrivano a toccare i 5000 dollari e oltre.

Premesso che l’NFIP è un sistema fallato e fallito, la cosa che si sperava di ottenere era di condividere le spese di rifinanziamento della ricostruzione. La FEMA dà un massimo di 34.000 dollari per la prima assistenza. Lo Small Business Administration elargisce finanziamenti fino a 250.000 dollari a tassi vantaggiosi (max 2-3%).

Alla luce di una esperienza che quest’anno ha compiuto 50 anni, cosa ci dovremmo aspettare in Italia? L’NFIP copre solo il flood risk, il rischio alluvione. Per altri rischi, altre polizze. L’Italia che un paese che un giorno si l’altro pure è colpito da alluvioni, terremoti, frane e incendi boschivi, come dovremmo regolarci? Una polizza tuttofare? Lasciamo alle assicurazioni decidere per cosa assicurarci in base ai piani di protezione civile? Si, perché se le assicurazioni decidessero autonomamente, farebbero in modo che il rischio alluvione non copra il rischio terremoto. Oltretutto, chi calcola il livello di rischio e di danno atteso? Qui dovremmo incrociare una serie di dati che non ha fine. Mappe di rischio sismico, alluvionale, etc. mappe catastali, sia per controllare l’abusivismo edilizio, sia per analizzare i rischi primari e secondari sulle abitazioni. E ci vorranno anni per completare il tutto…che poi alla fine si deve ricominciare perché le mappe cambiano, la geografia dei rischi si modifica nel tempo. Per non parlare poi del conto finale. Quanto verrà a costare una polizza “media”? 1.000, 2.000, 3.000 euro? In quanti sarebbero disposti a pagare tali cifre se fossero queste le cifre?

E se poi dobbiamo necessariamente accedere alla copertura perché la casa ci è stata spazzata via dall’alluvione o distrutta dal terremoto? Le stime dei danni chi le fa? Le assicurazioni o un ente imparziale? Si perché le assicurazioni potrebbero avere tutti gli interessi ad abbassare la stima dei danni per pagare di meno (cfr. Uragano Sandy, NJ 2012). Non solo. Il valore della casa come viene stimato? Valore di mercato attuale o pre-disastro?

Assicurarsi per alleggerire il carico della spesa pubblica sul finanziamento della ricostruzione sarebbe un piano ambizioso, ma purtroppo dispendioso in tempo e finanze. Dubito fortemente della volontà degli italiani di assicurarsi contro le calamità. Preferirei di gran lunga rafforzare il comparto prevenzione e mitigazione piuttosto che pensare a come poter poi ricostruire.

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