Cari volontari, vi spiego (in sintesi) quali sono i nostri compiti

A poco più di un mese dall’entrata in vigore del nuovo Codice della protezione civile, ritengo importante il mio modesto contributo per meglio comprendere il significato di Servizio Nazionale della Protezione Civile, quali sono le sue componenti e come si colloca il volontariato e più in generale il cittadino all’interno del servizio stesso.

Spesso i non addetti ai lavori confondono i ruoli dei vari attori ed il presidente di un’associazione di volontari diventa il capo della protezione civile. Parliamo di un sistema complesso, che comprende essenzialmente due componenti: quella istituzionale, che comanda, e quella del volontariato, che interviene “in appoggio”.

Vediamo innanzitutto la definizione di Protezione Civile: insieme delle competenze e delle attività volte a tutelare la vita, l’integrità fisica, i beni, gli insediamenti, gli animali e l’ambiente dai danni o dai pericoli di danni derivanti da eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo.

Sono attività di protezione civile quelle volte alla previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi, alla gestione delle emergenze ed al loro superamento. La legge 1/2018, così come le leggi precedenti, attribuisce i poteri i n materia di protezione civile al Presidente del Consiglio dei Ministri, che lo esercita per il tramite del capo del Dipartimento della Protezione Civile.

A cascata seguono i presidenti delle Regioni ed infine il sindaco, massima autorità di Protezione Civile sul territorio del proprio comune. La direzione unitaria di tutti i servizi di emergenza a livello provinciale compete al Prefetto. Tutti gli interventi di soccorso tecnico indifferibili e urgenti sono affidati al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Naturalmente tutte le componenti del sistema si affidano ai servizi tecnici di propria competenza presenti sul territorio.

I cittadini partecipano al sistema attraverso il volontariato organizzato di protezione civile. Volontario è colui che, per sua libera scelta, svolge l’attività di volontariato in favore della comunità e del bene comune, nell’ambito delle attività di protezione civile, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per concorrere alla promozione di efficaci risposte ai bisogni delle persone e delle comunità, senza fini di lucro ed esclusivamente per fini di solidarietà.

Il volontariato, così come stabilito dalla legge 1/2018, opera sempre in appoggio al sistema istituzionale, sotto la diretta guida e responsabilità dei suoi funzionari (ad esempio, in emergenza terremoto, il capo campo è sempre funzionario del Dipartimento o dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile) e collabora col sistema stesso per la redazione dei Piani di Protezione Civile ed in tutte le attività prima elencate.

Il volontariato è rappresentato a livello nazionale nella Consulta, che si rapporta direttamente col Dipartimento. Al volontariato compete la gestione della Colonna Mobile Nazionale e delle Colonne Mobili Regionali e Provinciali, che intervengono su tutto il territorio nazionale ed internazionale in caso di calamità.

Il volontario di protezione civile ha un ruolo importantissimo nella comunità in cui opera: diffonde la cultura di autoprotezione ed accresce la resilienza del territorio facendo conoscere i Piani comunali di protezione civile, svolgendo attività nelle scuole dell’obbligo, portando avanti la campagna “Io non rischio”, eccetera.

Il valore aggiunto dei volontari è che sono cittadini resilienti perché conoscono i rischi che sono sui loro territori ed i giusti comportamenti da tenere in caso di evento.

Va però precisato che il cittadino ha diritto ad essere informato, ma ha anche il dovere di informarsi sulle criticità che il territorio nel quale vive può presentare e soprattutto ha il dovere di ottemperare alle disposizioni che l’autorità di protezione civile emana al verificarsi di determinate emergenze.

La resilienza delle comunità si accresce soltanto attraverso la partecipazione dei cittadini alla pianificazione di protezione civile e la diffusione della conoscenza e della cultura della stessa.

@BoniniVolmer

5 comments

  1. Sono contenta di questa spiegazione così semplice ed esaustiva. Noi vediamo il gruppo di Vedano olona in azione e essere a conoscenza del sistema così disciplinato mette meglio in evidenza l’impegno “volontario” che i” nostri concittadini svolgono con tanta passione . Grazie a tutti.

  2. Non è cambiato niente per quanti riguarda il volontario che rimane sempre “braccia da lavoro”per cui i responsabili sino sempre gli stessi impiegati o del comune o delle rispettive associazioni.le responsabilità, tipo penale ,sino aumentate per il semplice volontario senza nessuna tutela se informato bene il volontariato con le nuove disposizioni va a scomparire

  3. Ho letto con attenzione quanto detto da Volmer Bonini.
    In particolare la parte che riporta “ …il volontariato…. opera sempre in appoggio al sistema istituzionale, sotto la diretta guida e responsabilità dei suo funzionari “.
    In Lombardia, dopo il 5 dicembre 2016 (post referendum), una corrente di una parte del volontariato, molto dannosa per l’intero Sistema Protezione Civile, ha ritenuto, in modo illegittimo, di sostituirsi ad una struttura istituzionale.
    Molti di noi stanno assistendo, con vero rammarico, ad una continua lotta per la pretesa di una posizione che il Codice non riconosce al volontariato; mi riferisco al Comitatato di Coordinamento del Volontariato (CCV) che in ogni provincia è stato legittimamente costituito e che spesso si muove in modo arrogante e pretestuoso..
    Ho notizia di reali scontri con molti funzionari e tecnici di protezione civile, che si svolgono a tutti i livelli soprattutto in chiave politica.
    Purtroppo le vicine elezioni regionali e politiche ha fatto emergere in modo evidente il legame a doppio filo tra voti e aspettative, illegittime, che molti sperano di raggiungere.
    Si potrebbe dire molto ma, ad ora, è meglio osservare e attendere.

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