Italia Paese Sismico, perché questo blog?

Mi presento. Sono un geologo che ormai da 30 anni (prima al CNR, poi all’Università di Pisa, dal 2003 all’INGV) si occupa di terremoti sotto vari aspetti: sismotettonica (studiare i terremoti in relazione alle strutture geologiche che li producono), sismologia storica (studiare i terremoti del passato per comprendere quelli del futuro), pericolosità sismica (realizzare dei modelli predittivi che aiutino a pianificare e costruire edifici sicuri), rischio sismico (capire quante vittime e quanti danni potremmo ancora contare con i prossimi terremoti).

Dopo qualche tempo, in particolare dopo il terremoto di Correggio del 15 ottobre 1996, ho iniziato a occuparmi di comunicazione dei terremoti, con incontri con le popolazioni coinvolte in emergenze sismiche, scrivendo testi divulgativi per le scuole, formando le squadre di rilevamento della vulnerabilità degli edifici pubblici e così via.

Con il tempo ho capito che questa seconda attività è importante quanto la ricerca: una ricerca che resta chiusa nei laboratori scientifici e non viene “trasferita” a quelli che sono i principali fruitori degli avanzamenti scientifici è come se risultasse inutile. Inoltre lavoro per un Ente di ricerca pubblico, in pratica il mio stipendio e la mia ricerca vengono pagati da tutti attraverso le tasse; è un dovere rendere conto come vengono utilizzati i finanziamenti pubblici.

Comunicare i terremoti si può fare in tanti modi: incontri con le popolazioni dopo un evento sismico, andare nelle scuole a parlare con studenti di ogni età (dall’asilo ai licei), fare seminari rivolti ad un pubblico adulto, partecipare all’organizzazione dell’evento nazionale Io Non Rischio (INGV è uno dei promotori insieme a DPC, ANPAS e Reluis) e tanti altri modi. In uno dei tanti incontri che ho fatto nel tempo ho incontrato 3-4 anni fa gli amici di questa testata online e da allora le nostre strade ci sono incrociate tante volte. L’ultima volta, pochi mesi orsono, mi hanno chiesto di aprire un blog su questo sito. Ecco, anche un blog può servire allo scopo di creare una maggiore consapevolezza nella popolazione del fatto che viviamo in un paese che è tutto sismico (nessuna regione può considerarsi al sicuro dai terremoti), che non dobbiamo aspettare il giorno in cui sia possibile prevedere i terremoti, ma ognuno di noi può fare da subito qualcosa per la propria sicurezza e per quella dei suoi cari.

Per dirla con una parola che va tanto di moda, rispetto ai terremoti l’Italia non è ancora un paese resiliente; significa che non ha imparato dalle emergenze sismiche del passato a difendersi, anzi ormai sappiamo che un territorio impiega circa 50 anni per dimenticarsi di essere stato distrutto da un terremoto.

Questi sono alcuni degli argomenti che vorrei trattare in questo blog. Il rischio di essere noioso perché monotematico è sempre dietro l’angolo, eppure spero di convincere chi avrà voglia di seguire i miei post che i terremoti sono presenti nella nostra vita e nella nostra storia molto più di quanto si possa pensare. E in questa disciplina, come in tanti altri settori della vita, la memoria è un esercizio utile.

Per quanto io sia un dipendente dell’INGV e in questo momento abbia l’incarico di coordinare il suo Centro per la Pericolosità Sismica (CPS), questo blog è assolutamente personale e non rappresenta in alcun modo l’INGV né le posizioni della sua dirigenza.

Un commento

  1. Sopralluogo:
    Silenzio: 1 rispetto 2 informazioni: parlino gli altri
    Attenzione: salvaguardia personale
    Esperienza: il soccorritore morto non soccorre più nessuno, pensare prima.
    LH

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