Belted Survivors, la nuova campagna sulla sicurezza stradale della Nuova Zelanda


Quando analizziamo le campagne di comunicazione sulla sicurezza stradale vediamo che il focus è principalmente sulla causa e sul comportamento scorretto che si vuole correggere più che sul target, ovvero le persone a cui andremo a rivolgerci. Nella maggior parte dei casi l’obiettivo è quello di sensibilizzare sulla sicurezza stradale più persone possibili andando a mantenere alto il livello di attenzione sui rischi connessi all’uso dei veicoli e sull’importanza del rispetto delle norme del Codice della strada. Il risultato sono così campagne generaliste di comunicazione istituzionale (ma non per questo meno efficaci) come, per esempio, “Sulla buona strada” del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti o “Quando guidi, guida e basta” di Anas in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e la Polizia di Stato che mira a sensibilizzare gli utenti della strada a essere prudenti e concentrati mentre si è al volante.

Oggi però la situazione è un po’ diversa e voglio presentarvi una campagna di comunicazione che, oltre a focalizzarsi sul comportamento da promuovere: l’utilizzo delle cinture di sicurezza, mira ad un target ben preciso quello dei maschi adulti.

Ogni anno, circa 90 persone, sono vittime della strada in Nuova Zelanda perché non indossano le cinture di sicurezza, molte di queste potevano salvarvi se avessero allacciato la cintura. L’agenzia dei trasporti neozelandese, a febbraio di quest’anno, ha lanciato una nuova campagna di comunicazione proprio su questo tema. La campagna si rivolge in particolare ai maschi di età compresa tra i 20 e i 40 anni che vivono in provincia o nelle realtà più rurali. Questo target è difficilmente raggiungibile con i metodi tradizionali per questo è stata creata una campagna ad hoc con un linguaggio e un posizionamento ben definito.

L’obiettivo di questa campagna è quello di rendere la cintura di sicurezza un oggetto utile da indossare e non un extra. La sfida è spostare il pensiero di questi ragazzi da “le cinture di sicurezza sono un accessorio opzionale” a “è uno strumento che vale la pena usare” in quanto salvano delle vite così da portare il “rischio” in primo piano e mostrare loro perché dovrebbero sempre indossare le cinture di sicurezza.

I protagonisti sono giovani sopravvissuti, sia conducenti che passeggeri, a incidenti nella vita reale. Ognuno di questi ragazzi, in passato, è stato coinvolto in un incidente in cui indossavano una cintura di sicurezza e, anche grazie a questa, è sopravvissuto. Usando la consulenza professionale di specialisti in traumi medici, e i ricordi di ogni individuo e delle loro famiglie, insieme alle foto, sono state ricreate con il trucco o con protesi tutte le lesioni originali in modo tale da rendere ancora più realistici ed efficaci gli scatti e i video realizzati. Per ogni ragazzo, infatti, sono state realizzate delle foto per illustrare che, nonostante abbiano subito lesioni, sono sopravvissuti e dei video per condividere la loro storia.

Oltre alle foto e ai video diffusi sui social sono stati realizzati cartelloni pubblicitari personalizzati collocati nei parcheggi di pub e bar in occasione di eventi chiave in Nuova Zelanda.

Cosa ne pensate? Credete che una campagna così mirata possa essere la chiave vincente per raggiungere il target e fare prevenzione? Lasciatemi la vostra opinione nei commenti!

Maggiori info: Belted surviors

[Foto di copertina: Loocid]

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