SNPA: una rete di professionisti per la comunicazione ambientale

In vista della prima conferenza nazionale del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente – SNPA che si svolgerà a Roma domani, 27 febbraio e giovedì 28 febbraio, facciamo il punto con Marco Talluri, dirigente per la comunicazione di ARPAT – Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana e membro della Rete Comunicazione e Informazione di SNPA, sullo stato dell’arte della comunicazione ambientale e sulle attività di comunicazione e informazione del Sistema.

Come nasce la rete comunicazione e informazione di SNPA? Quali obiettivi ha?

La Rete è nata tre anni fa, inizialmente come gruppo di comunicatori per creare un coordinamento tra i 22 enti che fanno parte del Sistema Nazionale. Dall’inizio del 2016 abbiamo iniziato a riunirci fra tutti i comunicatori e comunicatrici di Ispra e delle 21 agenzie che fanno parte del Sistema (19 agenzie regionali e 2 agenzie delle province autonome di Trento e Bolzano), per conoscerci e fare rete. Lavorando insieme, oltre alla conoscenza, si è sviluppato uno scambio di esperienze, che si è via via consolidato e ora, quando ci vediamo e ci sentiamo quotidianamente, lo facciamo come parte della stessa realtà e non più come rappresentante della singola agenzia. Questo è il vero fare rete e integrarsi.

L’obiettivo principale che ci ha smosso era integrare la comunicazione del Sistema. Anche sulla scorta della nostra esperienza in Toscana con la newsletter Arpatnews, abbiamo subito messo a punto il notiziario settimanale “AmbienteInforma” mettendo insieme gli articoli prodotti dalle singole agenzie, poi abbiamo aperto il blog dove sono confluiti tutti gli articoli e siamo andati avanti arrivando a pubblicare più di 3mila articoli sugli aspetti ambientali, passando dal collezionare le cose fatte dalle singole agenzie, alla produzione di articoli fatti ad hoc per il notiziario. Dal novembre scorso abbiamo chiuso il blog e tutti i contenuti del notiziario sono transitati nel sito del Sistema Nazionale.

Il sito web non è l’unico canale di comunicazione che utilizziamo, siamo partiti infatti dalla newsletter, poi abbiamo aperto l’account Twitter, il gruppo Facebook, fino a produrre il sito del Sistema. Oltre alla scelta degli strumenti, prima di tutto, abbiamo lavorato per costruire una identità comune dove siamo allo stesso tempo 22 realtà con compiti anche molto differenti, che un tutt’uno nel Sistema.

In questo percorso ci siamo resi conto di quanto le figure professionalizzate che svolgono le funzioni di comunicazione e informazioni siano fondamentali. Per questo motivo abbiamo proposto un documento, recepito dal Consiglio Nazionale, per fare in modo che ogni agenzia dedichi risorse di personale, nella misura del 2% sul totale, proprio alla comunicazione.

Questo coordinamento si rispecchia nell’ecosistema di strumenti digitali e social a cui affidate le vostre attività di comunicazione, dal sito web a Facebook e Twitter, qual è la piattaforma più idonea o dove avete riscontrato i risultati migliori per veicolare le informazioni sulla protezione ambientale? Qual è il cittadino – tipo a cui vi rivolgete? Si tratta di tecnici o cittadini comuni?

Non credo che per la comunicazione ci sia qualcosa di risolutivo, è necessario utilizzare tanti sistemi diversi perché ognuno di questi è funzionale per arrivare ad una certa tipologia di persone. Noi, sia come Sistema che come Arpat, ci rivolgiamo un po’ a tutti: dalle istituzioni, alle agenzie che svolgono funzioni di supporto tecnico verso le istituzioni, alle imprese che sono i soggetti che con noi interagiscono, ma anche verso i media, le associazioni ambientali, di categoria, e ci rivolgiamo anche ai singoli cittadini. L’obiettivo è quello di arrivare a coprire un po’ tutti i pubblici, proprio perché l’ambiente ci riguarda tutti in prima persona.

Quali contenuti hanno maggiore successo online?

Ogni agenzia ha le proprie specificità, ma parlando di temi ambientali possiamo dividerli tra quelli sempre validi, veri e propri evergreen, e altri più legati alla stagione. Durante l’estate affrontiamo il tema della balneazione e tutti i nostri target sono molto interessati all’argomento. In inverno, invece, pubblichiamo approfondimenti sulle polveri sottili e l’inquinamento dell’aria, oltre ad eventi estremi che possono verificarsi.

Vi siete mai trovati a dover gestire delle criticità sui vostri account social o fake news?

Nella nostra esperienza è abbastanza raro, perché il tipo di persone che ci segue è prevalentemente interessato ai temi ambientali ed è raro che si scatenino questi atteggiamenti. Alcuni anni fa come Arpat pubblicammo un approfondimento sulle scie chimiche e addirittura ci trovammo a dover gestire un sit-in qui davanti la sede di Arpat. In ogni caso, non è facile dialogare con tutti ma bisogna sempre, a maggior ragione per una pubblica amministrazione, riconoscere il diritto alla critica.

Come componente del sistema di protezione civile, che procedure di comunicazione/informazione avete sviluppato in caso di emergenza?

Stiamo lavorando alle linee guida per SNPA sulla comunicazione in emergenza, con l’obiettivo principale di ottimizzare i mezzi a disposizione, in primo luogo i social, per una informazione il più possibile tempestiva rivolta a tutti e coordinata con le diverse componenti del sistema di protezione civile.

Quali obiettivi avete per questo 2019 e per il futuro?

Per questo 2019 ci siamo posti più obiettivi, come anticipavo, stiamo lavorando per definire delle linee guida per la comunicazione in situazione di emergenze ambientali. Si tratta di un percorso per niente breve, volto alla conoscenza e allo scambio per arrivare il più possibile a linee guida comuni con standard comunicativi applicabili da tutti. Fin dal 2016 abbiamo attivato un percorso di ascolto e confronto su vari temi dalla comunicazione di crisi alla comunicazione della scienza, passando dalla comunicazione dell’emergenza agli open data. Abbiamo cercato di confrontarci con altri soggetti (FERPI, SISSA, Università di Salerno, PA Social, Legambiente e molti altri) guidati dalla logica di ascolto e confronto perché crediamo molto nella capacità di dialogo e abbiamo bisogno di sentire quali sono i bisogni informativi, oltre a fare rete e creare legami con tutti questi soggetti.

Oltre alle linee guida, un gruppo all’interno della rete sta lavorando alla definizione del piano di comunicazione del Sistema partendo da una analisi di scenario per definire gli obiettivi di comunicazione, i pubblici di riferimento e le azioni da realizzare nel prossimo triennio. Non solo, anche in questo caso abbiamo l’intento di definire delle linee guida utili per la redazione dei piani di comunicazione delle singole agenzie.

A breve poi avvieremo una sperimentazione con Ricicla-TV per realizzare un tg web mensile. È una vera e propria scommessa. Dopo un percorso di “addestramento” nell’uso degli smartphone per fare le riprese, ci metteremo noi stessi in gioco per creare questo tg utilizzando gli smartphone e presentandovi in modo diverso (e soprattutto in video) le tematiche ambientali di cui si occupa il SNPA.

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