Terremoti e vacanze

Due forti scosse di terremoto hanno colpito l’isola di Lombok in Indonesia nei giorni scorsi. Il 28 luglio una scossa di magnitudo 6.4, il 5 agosto una scossa di magnitudo 6.9. Ad alcuni giorni di distanza non è ancora chiaro l’impatto reale di questi eventi in termini di danni e vittime; dalle poche decine di vittime, dopo 3 giorni si parla di oltre 350 vittime e probabilmente il bilancio finale sarà ancora peggiore. Qui un aggiornamento dal sito ABC.

In Italia si parla molto di questi eventi “solo” perché ci sono tanti italiani in villeggiatura in quei posti esotici e davvero molto belli, non tanto per le vittime. E naturalmente si va alla ricerca del nome famoso che porti clic facili; quindi un olimpico della scherma o un giornalista televisivo vanno bene. Ecco il racconto di testimoni famosi presenti sull’isola al momento del terremoto.

Come altre volte in passato, quando un forte terremoto colpisce aree meta di vacanze, i turisti in partenza si rivolgono all’INGV per richieste di informazioni: “C’è il rischio di nuove scosse? Sconsigliate di partire? Qual è la situazione sul posto?” In genere accompagnano la richiesta con le informazioni che sono già riusciti a raccogliere, tipo: “Ho telefonato all’albergo, dicono che è tutto a posto”.

E’ un atteggiamento assolutamente naturale, anzi bisogna apprezzare chi si informa, considerando quanti invece senza alcuna precauzione partono per una località colpita da un forte terremoto. Questo tipo di richiesta è giunta anche dopo il terremoto di Casamicciola del 24 agosto 2017, ma anche dopo il terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009. Può sorprendere ma in quella occasione ho scoperto che l’Abruzzo è meta di molte iniziative per i giovani, quali campi scout, campi solari, gite parrocchiali. In quel caso erano le madri che chiedevano se potevano mandare i figli in gita.

Ovviamente non esiste una risposta unica a questo tipo di domande, bisogna valutare caso per caso. Dopo una scossa molto forte (in questo caso quasi magnitudo 7), sicuramente la sequenza non è finita, anzi può andare avanti per molto tempo. Ovviamente i sismologi non sono in grado di dire quante e quando avverranno le prossime scosse. Così come non hanno informazioni privilegiate sulla situazione dopo il terremoto (i sismometri non ci dicono questo; noi ci informiamo su giornali e siti internet, come tutti).

Quello che sicuramente non possiamo fare è autorizzare o sconsigliare la partenza di nessuno. Questo lo può fare solo il Ministero degli Esteri. E’ comprensibile che ci sia anche una questione di biglietti aerei o prenotazioni che si andrebbero a perdere, ma non si può chiedere a INGV (o chiunque altro) di supportare la richiesta di rimborso.

Non possiamo autorizzare o sconsigliare nessuno per il semplice motivo che la scelta deve rimanere individuale. Si raccolgono tutte le informazioni necessarie, si valutano e si prende la decisione. Ma soprattutto non può essere l’aspetto sismologico il solo parametro di valutazione (ma lo stesso potrebbe dirsi per eruzioni vulcaniche, eventi meteo estremi, frane, ecc.).

C’è un aspetto di opportunità (vado in vacanza dove c’è gente che sta soffrendo e piangendo morti), ma questo riguarda valutazioni davvero personali, anche se mi verrebbe da dire che dovremmo cercare di restare umani.

Ma c’è soprattutto un elemento che riguarda gli aspetti logistici. Faccio ancora considerazioni di carattere generale, senza parlare di questo evento in particolare. Ammettiamo che abbia telefonato al resort prenotato e il titolare mi assicuri che la struttura è aperta e perfettamente funzionante (“Qui il terremoto si è appena avvertito”). Ammettiamo pure che non ci saranno forti scosse durante il nostro soggiorno. Siamo comunque sicuri di arrivare e trovare una situazione tranquilla e gradevole? Strade aperte e transitabili? Rifornimenti alimentari regolari? Rifornimenti idrici garantiti? Assistenza sanitaria garantita in caso di emergenza e ospedali non sovraccarichi a causa del terremoto?

Questi sono solo alcuni aspetti che mi sono venuti in mente. Non è importante se ve ne sono altri da considerare, è importante ricordare che l’impatto nel tempo di un forte evento naturale sul territorio va ben oltre la permanenza della notizia sui giornali o siti web.

@Carlo Meletti

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