A lezione di complessità (e di comunicazione della stessa) con paletta e secchiello

Le giornate in spiaggia, che le si affronti adoperandosi con paletta e secchiello o che siano momento di letture sotto l’ombrellone e di passeggiate lungo il bagnasciuga, sono un’ottima occasione per investigare il sorprendente e trasversale mondo dei sistemi complessi, scoprendo nei granelli di sabbia comportamenti analoghi a quelli di molti altri sistemi, sia fisici che biologici ma anche attinenti alle scienze umane e sociali, e trovando istruttive regole di base su come tali comportamenti vadano studiati collettivamente, e non con approccio riduzionista.
Dopo aver letto questo post, vi sarà sufficiente rubar… ehm chiedere in prestito la strumentazione in possesso dei pargoli presenti in spiaggia, per essere pronti a vivere una perfetta giornata da fisici sperimentali, trasformando lo spazio sotto al vostro ombrellone in un laboratorio balneare all’aria aperta… e magari, anche di aver trovato qualche spunto di riflessione su come affrontare e comunicare una serie di problematiche del mondo del rischio, sommo regno della complessità.

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Quando la meteorologia diventa uno spot

(dal TGR Basilicata 15.02.2018 edizione ore 14:00)

Decisamente istruttivo, da un punto di vista delle scienze dell’informazione, della comunicazione e dell’editoria, oltre che dell’istruzione scientifica e della meteorologia operativa, questo breve spezzone dal TG3 regionale della Basilicata dello scorso 15 febbraio, estratto dal servizio di cronaca che raccontava gli eventi meteorologici del giorno precedente.
Questa ventina di secondi, infatti, contengono una importante risposta – tanto sorprendente quanto significativa – ad annosi interrogativi, e ci danno lo spunto – superati i primi momenti di scoramento – per alcune riflessioni interessanti.

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L’uomo che inventò le previsioni del tempo e (parlando di probabilità) le portò sui media

Guardando questa immagine satellitare d’archivio, relativa a uno dei tanti vortici che il flusso atmosferico usa approfondire sulla scena nord-atlantica e invia a investire violentemente l’Irlanda e la Gran Bretagna, viene da pensare non sia stato un caso, se il padre della meteorologia sinottica, l’uomo che per primo al mondo, dalla nascita del metodo scientifico in poi, ebbe la pazzesca intuizione di associare il termine “previsione” a ciò che prima era solo oggetto di mera osservazione, e capace di maturare l’ancor più folle tentativo (che fu purtroppo anche la sua rovina) di rendere le previsioni meteorologiche meritevoli di divulgazione mediatica e darle quindi in pasto al grande pubblico…  Continua a leggere

Se la notizia virale diventa vera: il baco della mancata verifica dei dati

“Comincio subito a tagliare e ritagliare, incollare e cucire, e mi accorgo che i giornali sono tutti uguali. […] Insomma, un unico, grande giornale” (da “Aprile”, Nanni Moretti, 1998)

 

Ma davvero la settimana scorsa è caduto quasi mezzo metro di neve nel deserto del Sahara?
Beh sarà sicuramente vero, lo si trova scritto su tutti i media del globo, compresi i colossi dell’informazione sia italiana che mondiale, mica saranno degli sprovveduti a far copia-incolla l’uno dell’altro senza premurarsi di compiere una semplice verifica, no?

E invece, neanche a dirlo, questo criterio non sembra funzionare affatto.

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